Venerdì 21 giugno 2019 • Giornata Internazionale dello Yoga

299 172 Himalayan Yoga Institute

L ’Himalayan Yoga Institute venerdì 21 Giugno 2019, parteciperà alla “Giornata Internazionale dello Yoga” offrendo, a tutti coloro che vorranno fare l’esperienza dello Yoga e della meditazione della Tradizione Himalayana, la possibilità di partecipare, dalle ore 11.00 alle 12.30, a una lezione di Hatha Yoga seguita da una breve pratica di Meditazione guidata.

Di seguito il messaggio di Swami Veda Bharati in occasione della Prima Giornata Internazionale dello Yoga nel 2015

Alle amate manifestazioni del Divino Atman nello Yoga

Cari Sé,

Rendo omaggio ai fondatori, ai saggi, ai rishi del lignaggio del Guru, attraverso la cui compassione, intuizione e visione questa eterna conoscenza giunge a benedirci e donarci i suoi benefici in questo momento della nostra ininterrotta storia di evoluzione spirituale come umanità.

Un esempio, l’esempio più recente….

Subito dopo essere stato eletto primo ministro dell’India, Narendra Modi ha indirizzato alle Nazioni Unite la richiesta di istituire una giornata internazionale dello yoga. Con un risultato senza precedenti, 177 nazioni sono state favorevoli alla proposta e per questo il 21 giugno di ogni anno è stato dichiarato giornata internazionale dello yoga.

In questa giornata, tutti coloro che nella loro ricerca seguono il nucleo spirituale dello yoga, in qualunque sua ramificazione spirituale, dovrebbero riunirsi per condividere le loro esperienze interiori, contemplare i progressi ottenuti nella ricerca e vivere un’attitudine di silenzio interiore.

In questa giornata, tutti coloro che seguono gli antichi sistemi dello yoga così come insegnati dai rishi, si uniscano e meditino insieme, con il corpo, la mente e lo spirito.

Cosa può offrirci lo yoga? Eccone un esempio recente.

Normalmente quando i politici sono in corsa per le elezioni, nel giorno dell’ annuncio dei risultati, si trovano in uno stato di estrema ansietà, sono attaccati alla TV e al cellulare, e così via.

L’attuale primo ministro indiano, che è un iniziato di uno swami,  nel giorno in cui si aspettava l’esito delle votazioni, il 16 maggio 2014, non ha acceso la TV fino a dopo mezzogiorno, e prima semplicemente era rimasto da solo, a meditare. Questo è il modo di comportarsi di un meditatore.

E questo è ciò che lo yoga ci dona. Avere grande successo e rimanere in silenzio.

Quando si recò in visita negli Stati Uniti, tale viaggio ebbe luogo durante un periodo di digiuno sacro. Il programma della visita era estremamente intenso. Narendra Modi incontrò il presidente Obama diverse volte, fece diversi interventi pubblici molto efficaci, tra cui quello al Madison Square Garden, sempre continuando il suo digiuno.

La sua inesauribile energia ispirava tutti coloro che lo circondavano, che si chiedevano quale fosse la fonte della sua energia e del suo magnetismo. La sorgente di ciò è la sua pratica di yoga e meditazione.

Questo è solo un esempio contemporaneo. Una dimostrazione di cosa lo yoga ci offre mentre noi viviamo nel mondo, viviamo la nostra vita.

Non dite “Non posso meditare perché mi sto occupando della mia riuscita nel mondo”. Occupatevene e realizzatela, ma non siate stressati dalla vostra corsa al risultato.

Cosa è lo yoga? Cosa contraddistingue coloro che praticano lo yoga?

Proprio nel primo sutra degli Yoga Sutra di Patanjali, Vyasa, il primo e più importante saggio commentatore, così definisce lo yoga:

Yogahsamadhih

Yoga [significa] samadhi. 

Yogah samadhi è anche il logo della nostra organizzazione AHYMSIN – Association of Himalayan Yoga Meditation Societies International (Associazione Internazionale delle Società Himalayane di Yoga e Meditazione).

Il più antico e autentico testo dello yoga definisce lo yoga in questi termini.   

Il più antico testo autentico di Ayurveda, la Charaka-samhita, afferma:

Yogo moksha-pravartakah

Yoga è ciò che sprona verso

e garantisce la liberazione spirituale (moksha)

Sharira-sthana 1.137 

Per favore ricordate a memoria queste due definizioni e fatele conoscere a tutti coloro che entrano nel cammino dello yoga a partire da qualsiasi via.

Yogah samadhih (dal testo sullo yoga)

Yogo moksha-pravartakah (dal testo sull’ayurveda)

Nella vasta letteratura dello yoga, che si estende per non sappiamo quante migliaia di anni, non sappiamo in quante lingue, qui scelgo a caso un testo classico nella lingua Kannada, del sud dell’India, il Shunya-sampadane. Il titolo di questo testo significa realizzazione, compimento, perfezione in shunya, il vuoto eterno.

Nello Shunya-sampadane, leggiamo del grande maestro Allama Prabhu:

Allama Prabhu entra nello spazio di meditazione di Animishadeva ed è testimone della presenza dell’altro maestro. Queste sono le parole che descrivono l’esperienza del grande maestro… 

Il corpo dimentico di sè;  

La volontà immobile nella non-volontà;

Gli occhi fermi;

Lo sguardo dissolto nello spazio

Senza un battito di ciglia;

La coscienza stabile;   

         Non più vacillante il senso di se stesso;

         Non più l’ “altro” da sé; 

         Svanita la separazione tra “due”;

        Egli era totalmente se stesso;

        Volgendo tutti i suoi impulsi verso il punto in cui la mente scema nel nulla;

        Realizzato in sé il significato della dottrina:

Vuoto (shunya) alla sommità  

  Vuoto alla base 

  Vuoto al centro”  

Libero dal difetto;

         Privo di ogni figura mentale ;

(Tali sono le caratteristiche di colui che è  in [samadhi] estasi)

Era divenuto un’immagine nell’estasi della Realtà.

Shunya-sampadane, First Upadesha,vachana 19

(tradotto in inglese da S.C. Nandimath, L.M.A.Menezes, R.C. Hieremath)

Lo Shunya-sampadane non è un testo buddista. E’ il più autentico, il più antico, il più importante testo della tradizione Karnataka shaiva/shiva. Il testo parla dello stato di shunya e spiega il suo significato in questo senso. La traduzione non è mia, e rendo omaggio a coloro che gentilmente la hanno resa disponibile. Contemplate questi versi, leggeteli, ascoltateli ancora e ancora. 

E chiedetevi:

Quanto siamo lontani da questa definizione e da questo fine dello yoga nella nostra pratica quotidiana e nella nostra contemporanea interpretazione dello yoga?

Ora citerò un’altra fonte, questa volta di tradizione buddista:

Vi era un re greco, Menandros, Milinda in lingua Pali, (165/155–130 AC) che governava una larga parte dell’Asia meridionale, dal fiume Kabul in Afganistan al fiume Ravi nell’attuale Punjab Pakistano. Un testo in lingua Pali (la lingua parlata da Buddha) riporta il suo dialogo con il monaco buddista Bhikkhu Nagasena. Si tratta del Milinda-panha (“Le domande di Milinda”).

Nel 6° capitolo, il re chiede al monaco quali sono le qualità che si manifestano in colui che pratica lo yoga. Il monaco risponde con una lista di sessantasette entità, esseri o oggetti che egli usa come similitudini, le cui 179 qualità si devono vedere in colui che pratica lo yoga. (La trascrizione di un dialogo tra un re greco e un monaco buddista di nome Bhikku Nagasena fu anche tradotta in cinese molti secoli fa in una versione più breve).

Di queste 179 qualità, noi qui elenchiamo solo cinque qualità dell’oceano. Permettetemi di tradurre il testo. I ricercatori potranno studiare il Pali (lingua sorella più giovane del sanscrito) per gustare il dialogo completo: buon divertimento!

Ecco quindi le cinque qualità dell’oceano che si manifestano in colui che pratica lo yoga, e questo è ciò che il monaco dice al re greco:

Colui che pratica la sadhana dello yoga ha cinque qualità dell’oceano.

  1. L’oceano non conserva a lungo un cadavere come tale. Così altrettanto, il praticante di yoga non lascia che dimorino in sé difetti come l’attrazione, la repulsione, la confusione, l’orgoglio, il narcisismo (ricordate questo agli insegnanti di yoga), la vanità (cioè proclamarsi un grande yogiraj quando non si è nemmeno un discepolo), la gelosia, l’invidia, la malizia, la falsità, la disonestà, la rudezza, la cattiva condotta morale, l’afflizione.

  2. Come l’oceano racchiude in sé perle e altri tesori, ma li tiene nascosti, così un sadhaka di yoga dovrebbe raggiungere gioielli come la retta via, i frutti della sadhana, la meditazione, il samadhi, l’integrazione, l’intuizione, la saggezza e così via, e tenerli nascosti senza metterli in mostra.  

    1. L’oceano è in amicizia con le più grandi delle creature. Così, un sadhaka di yoga dovrebbe essere vicino a un grande monaco che abbia queste qualità: che desideri molto poco, che sia contento di ciò che ha, che parli con coerenza, abbia una condotta pura, sia modesto, di natura dolce, profondo, venerabile, eloquente, sollecito, che respinga i vizi, che ascolti i precetti degli altri e offra loro i suoi, che sia una persona che sa ben spiegare e divulgare e condurre sul giusto cammino, suscitando negli altri un senso di dedizione grazie alle sue parole sul dharma, e che sia un benefattore.

    1. Come l’oceano riceve le acque da tutte le migliaia di fiumi e quelle che scendono dalle nuvole, ma non rompe i suoi confini, così un sadhaka di yoga che riceve benefici, rispetto, scoraggiamenti e onori, non dovrebbe infrangere i confini dei precetti.

5. Come l’oceano riceve le acque da tutte le migliaia di fiumi e quelle che scendono dalle nuvole, ma non diventa mai così colmo da non poter ricevere più nulla, così un sadhaka di yoga non deve mai sentirsi sazio di imparare, di dialogare sul dharma, di ascoltare i precetti altrui, di contemplarli, di esaminarli, di studiare la profondità della filosofia e dei testi sacri…

Milinda-panha-pali. 6 Opamma-katha-panha

2 samudda-vaggo, 10 samuddanga-panho 

Possano tali 179 qualità essere realizzate in voi nel corso di questa vita. Siate ambiziosi!

Con  venerazione dedico queste contemplazioni al mio Gurudeva Swami Rama dell’Himalaya e a tutti coloro ai quali egli insegnò che sono nel lignaggio, a quei rishi e saggi che fondarono la scienza dello yoga dalle loro più intime meditazioni.p

Auguro a tutti i sadhaka e ai partecipanti agli eventi yoga che avranno luogo, di avere buona riuscita nello yoga così come descritto.

Yogovahsa-phalee-bhooyaat.

Possa il vostro yoga avere buona riuscita.

(La costruzione verbale è nella forma che in sanscrito è conosciuta come “modo benedicente”).

Vi invito al nostro ashram sulle rive del santo fiume Ganga, dove per millenni gli yogi hanno vagato nel silenzio e nell’anonimato, in attesa di coloro che sarebbero venuti, meritevoli e preparati.

E da un’altra tradizione…

Quando i buddisti coreani si accomiatano da qualcuno dicono:

Possa tu divenire illuminato.

E con questo, entrate ora nel silenzio. Entrate nel tempio divino che è il vostro triplo corpo fatto di cinque strati, e sentite l’immobilità, la quiete della mente. Fermate la mente, rilassate la fronte.

Portate la consapevolezza al vostro respiro, a ricevere questo dono del respiro in gratitudine, umiltà e riverenza.

Sentite il tocco e il fluire del vostro respiro nelle narici. Respirate gentilmente, lentamente, fluidamente, senza sussulti, senza sussulti nella mente, senza variazioni nel vostro lento, dolce, fluido respiro.

 Scegliete qualunque nome di Dio o della Madre Divina, secondo la vostra religione /tradizione, non nella bocca, non sulla lingua…

 Solo sentite il flusso e il contatto del respiro nelle narici ed espirando pensate Quel nome, ed inspirando pensate Quel nome.

Chi ha un mantra personale può usare il suo mantra, oppure il nome di Dio o della Madre divina secondo la propria fede, e se non avete alcuna fede, semplicemente espirate pensando “uno” e inspirate pensando “due”.

Sentite il flusso e il contatto del respiro nelle narici con Questo nome che fluisce nella mente…

Continuate questo fluire gentile e continuo…

Nessun sussulto, nessuna pausa tra i respiri. Osservate come la vostra mente, il nome e il respiro diventano una unica corrente di coscienza…fluite in questa corrente….

Dolcemente aprite gli occhi senza interrompere la coscienza di questa corrente, lasciando che  il flusso quieto della mente, il nome puro e il respiro si fondano nella coscienza. Continuate a lasciar fluire tutto questo anche con gli occhi aperti.

Decidete mentalmente di calmare la vostra mente in questo modo molte, molte volte nel corso della giornata.

Possa il vostro yoga avere buona riuscita!

Possiate voi raggiungere l’illuminazione!

Mahamandaleshwar Swami Veda Bharati, D. Litt.

Swami Rama SadhakaGrama, Virbhadra Road,

Rishikesh (Uttarakhand) 249293.

ahymsin@ahymsin.org           www.ahymsin.org

Per ascoltare l’audio di questo messaggio di Swami Veda, usate questo link: 

https://docs.google.com/file/d/0BxonKSAHdkyccW50djl0MXZNdU0/edit?pli=1

Questo messaggio può essere letto in Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tailandese su:

http://ahymsin.org/main/swami-veda-bharati/message-for-international-yoga-day-june-21.html

Traduzione dall’inglese di Laura Linzi