­Ego • Swami Rama

1024 683 Himalayan Yoga Institute

Una persona sul cammino di auto-trasformazione dovrebbe fare attenzione alle insidie dell’ego.

Anche praticando le grandi virtù della verità e della non-violenza si può nutrire l’ego.

L’ego nell’ambito della spiritualità è più sottile e dannoso dell’ego legato al successo mondano.

Nel corso della propria ricerca personale uno studente potrebbe intellettualizzare troppo, ignorando sahaja-bhava (l’intuizione spontanea); oppure potrebbe diventare troppo emotivo, ignorando la ragione. Uno sbandamento emotivo è pericoloso tanto quando uno intellettuale; entrambi alimentano l’ego.

Diventiamo schiavi del nostro ego quando puntiamo a ottenere risultati egoistici.
Una persona egoista vive in uno stato di incertezza, dato che la sua coscienza le ricorda costantemente la sua attitudine sbagliata: da una parte si sente attirata da desideri egoisti, dall’altra è turbata dalla sua voce interiore, e così è spaccata in due da queste due forze.
Non condannate mai voi stessi in alcun modo. Imparate ad apprezzare e amare voi stessi, ma fate in modo di non nutrire il vostro ego. È il vostro avversario principale sulla via spirituale, ma con un po’ di impegno può essere affinato.

Imparate a riconoscere i vostri punti deboli, lasciate che il potere della discriminazione consigli il vostro ego e siate risoluti nel decidere di superare le vostre debolezze. E anche mentre lavorate per liberarvi dalle vostre fragilità, dovrete restare molto vigili. L’ego non desidera che la propria vulnerabilità venga messa in luce: più nasconderete le vostre debolezze, più esse cresceranno. Ricordatevi che siete sul cammino della purificazione interiore e della scoperta di sé, che richiede grande coraggio. Rimanete saldi in questa sfida interiore e sostenete il vostro Atman, anche a costo di smantellare l’ego e tutto ciò che lo riguarda.
Infelice è l’essere umano che non riesce a manifestare e utilizzare il suo potenziale interiore. Per rendere manifesto il potenziale interiore, è necessario purificare il proprio ego o affidarsi a una Realtà superiore. Dopo aver rinunciato alla schiavitù dell’ego, allora l’essere umano potrà uscire dai confini del corpo, dei sensi e della mente. Solo un metodo meditativo profondo può aiutarci a purificare l’ego. Un ego purificato non crea barriere.

Praticando con costanza, si può raggiungere la concentrazione della mente, si può parlare dicendo la verità e si può essere di servizio agli altri, ma non si può realizzare la Verità se non si abbandona il proprio ego al Sé superiore.
Solo dopo che vi sarete elevati al di sopra della consapevolezza egocentrica potrete scoprire l’universo interiore. Solo allora potrete imparare ad amare tutti e non escludere nessuno.
Chi non ama i suoi simili, non può affatto amare Dio.

L’umanità sta soffrendo a causa di differenze e disuguaglianze generate dall’ego. Le persone discriminano i propri fratelli e sorelle semplicemente sulla base della razza, della religione, della casta o del colore della pelle. Per liberarsi da questi problemi non è sufficiente una soluzione politica.

Quando tutti gli esseri umani capiranno che le loro sofferenze sono causate dall’ego, solo allora appianeranno tutte le loro differenze e si lasceranno alle spalle i confini di razza, casta, religione e i sentimenti settari. Invece di identificarsi con un particolare gruppo o comunità, si identificheranno con tutti gli esseri umani. Ameranno tutti come se fossero membri della loro famiglia.

L’ego è molto utile per aiutarci a funzionare nel mondo, ma non è affatto utile alla nostra felicità più profonda. L’ego è ciò che ci separa dalla Realtà, dalla Verità, dalla Sorgente universale.

Il più importante passaggio nella trasformazione del sé è lasciar andare il proprio ego, per arrendersi alla Realtà superiore e ottenere così la luce della discriminazione e della pura fiducia.
Quando l’ego si arrenderà alla Verità superiore avrete raggiunto una grande vittoria, e l’illuminazione spirituale potrà essere vostra. Dopo la vittoria sull’ego tutte le altre virtù, come l’umiltà, l’amore, l’altruismo, la compassione e la gentilezza, si svilupperanno spontaneamente. Queste virtù sono pre-requisiti per la trasformazione del sè. Quando queste virtù sbocciano, un essere umano diventa un santo. E queste qualità inviano un invito silenzioso al Signore della Vita.