Morte e Transizione
La paura della morte è una delle nostre paure più grandi. Tutti siamo intimoriti dalla parola “morte” e non vogliamo affrontare la verità che dobbiamo morire. Perché temiamo di morire? La morte in sé non è dolorosa; solo la paura di morire lo è. Quando ci togliamo una vecchia camicia per indossarne una nuova non proviamo paura o dolore, siamo solo contenti di avere una camicia nuova. Ma il pensiero di lasciare il nostro corpo ci spaventa.
Questa è l’attitudine del mondo: vedi morire un bambino, una donna anziana o un uomo anziano, un tuo amico o forse, a volte, una persona giovane e sana, e dici: “Io non credo in Dio!”. Ma questa non è opera di Dio. La morte non ha mai dato alcuna certezza o garanzia: essa arriva in qualsiasi momento, perciò la temiamo. Questa paura si manifesta in molti modi. Poiché vedete la morte ovunque, vi preoccupate: “Mio marito morirà, mia madre morirà, cosa ne sarà di me?”, e rimanete costantemente insicuri. Dovete esaminare questa insicurezza, dovete comprenderla e non averne paura. È certo che morirete. Anche il più forte, il migliore e il più potente muore, perfino il saggio muore, anche se egli ha una morte migliore. Come puoi ignorare questa realtà? Perché non la comprendi?
Se ti rammenti unicamente della paura, questa creerà maggiore paura. Ma se analizzi sistematicamente la tua paura, vedrai che possiede una doppia faccia: o temi di perdere qualcosa, o temi di non guadagnare qualcosa. Questa è la paura. La paura principale di ciascuno di noi è che il nostro corpo perirà.
Tuttavia, non hai analizzato questa paura: vorresti che il tuo corpo fosse eterno?
C’era una volta un saggio che continuava a pregare per la vita eterna. Finalmente, Dio discese e gli disse: “D’accordo, vai alla sorgente su quella montagna, bevi l’acqua perenne e diventerai immortale”. Così il saggio si precipitò lì con grande orgoglio e grande aspettativa, ma quando si sporse in avanti per bere l’acqua, udì improvvisamente molti esseri semi-immortali che gli gridavano: “Non farlo! Non bere l’acqua! Tutti noi l’abbiamo bevuta e stiamo soffrendo”. Allora il saggio chiese: “Qual è il problema?”. Essi risposero: “Abbiamo sprecato tutte le nostre energie chiedendo a Dio la vita eterna, e Dio ci ha detto di bere l’acqua. Ora siamo immortali, ma essere un essere umano immortale non è una cosa piacevole. È una tortura essere qui, in questo mondo, per così tanto tempo: né la mente né il corpo possono sopportare la vita eterna”.
Se sapessimo qualcosa sulla filosofia della morte e della tecnica del morire, la nostra paura della morte sarebbe eliminata e affronteremmo la morte in modo diverso. In realtà, non c’è madre che possa darti il riparo che la morte può darti. La madre fisica ti dà la vita, ma la morte ti dà vero conforto e il vero riposo. La morte è un’estensione del sonno.
In Sanscrito, la morte è chiamata sahodara, ovvero “sorella”. Queste due sorelle, il sonno e la morte, sono nate dalla stessa madre, dalla stessa fonte. Proprio come il sonno ti dà pace, anche la morte ti dà pace. Dormire ti solleva da certe fatiche, ma la morte ti solleva dallo stress di una vita intera. La morte ti fa cadere in un lungo sonno. Ora puoi dormire per tre ore, ma la morte ti fa cadere in un sonno di cento anni, o forse duecento. Come possiamo dire che la morte sia terrificante? Noi vogliamo dormire; non dovremmo anche desiderare di morire? Tuttavia, poiché le persone hanno paura dell’argomento, sono stati condotti pochissimi esperimenti sulla morte.
Invece di evitare il pensiero della morte, è molto utile comprendere cosa sia. Nessuno di noi sperimenta la realtà della morte nella vita quotidiana. Non crediamo davvero che moriremo, anche se vediamo morire gli altri. Esiste una battaglia continua nella mente e nel cuore dell’uomo a proposito della morte, ma non ne discuti perché hai paura. Quindi metti da parte la paura della morte, la paura più grande, e poi quella paura si proietta in molti modi: ti preoccupi che il tuo coniuge o tuo padre possano morire e ti chiedi cosa ne sarà di te. Oppure ti preoccupi che possa morire il tuo amante, o il tuo conto in banca, perché vedi la morte dappertutto. Questo significa che sei sempre insicuro e hai bisogno di esaminare questa insicurezza. Devi comprendere questa paura e non esserne impaurito. Tu sei certo di morire.
In realtà, nessuno ha davvero paura della morte: le persone temono il dolore e la malattia. È una cosa terribile quando qualcuno soffre un grande dolore e non muore. L’esperienza reale della morte non è quel dolore che ti fa piangere. Ma se comprendi cosa sia quella sofferenza, essa scompare. A quel punto comprendi che non c’è dolore nella morte: allora sei molto vicino alla Realtà, anche se non sei ancora illuminato.
Brano tratto da “Il Sentiero di Fuoco e di Luce” di Swami Rama, Cap 2, pp. 31-32.
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