Sangha Gathering 2026
Una famiglia avvolta sotto un caldo “scialle giallo” chiamato Amore
Impressioni dal gruppo italiano
Non è facile riassumere cosa accade prima (e dopo) la partecipazione al Sangha Gathering: mesi di preparativi (per i residenti dell’ashram e per le persone che partecipano) e un lungo viaggio mentale, emozionale e spirituale prima di raggiungere la nostra famiglia spirituale. Ma ogni volta che ci riuniamo insieme, tutte le fatiche spariscono.
Sembra quasi che, ogni volta, qualcosa di speciale e magico accada: una corrente di amore fatta di vere connessioni che dureranno per sempre, una grande famiglia che, giorno dopo giorno, diventa sempre più forte, cresce e si espande, un gruppo che si supporta a vicenda in processi profondi, la forza e il potere del sangha.
Ogni Sangha Gatehring è unico nelle sue connotazioni e porta con sé un’infinita varietà di colori e emozioni: sono i meravigliosi colori di tutti i kalyana mitra che arrivano da tutto il mondo, un bellissimo bouquet di fiori ( come i meravigliosi fiori dell’ashram) che riempiono con la loro luce e energia l’ashram. Quest’anno, l’emozione era veramente molto forte e intensa che l’intero Sangha italiano, composto da molte persone alla loro prima esperienza, così come da persone che ritornavano all’ashram dopo molti anni.
Ci siamo sentiti davvero a casa: ogni cosa è fluita in modo leggero e naturale ed è stato un regalo prezioso e una benedizione. Un’accoglienza calda, genuina e piena di attenzioni, un’organizzazione semplice, amore e cura per i dettagli sono stati solo alcuni degli elementi che ci hanno fatto sentire “con persone speciali, in un luogo speciale”.
Nonostante l’intenso programma per i 10 giorni di ritiro (dalla mattina presto alla sera tardi) e il grande numero di partecipanti, l’atmosfera era davvero calma e quieta e ci siamo potuti godere la bellezza dell’ashram: gli uccelli che cantavano, un piccolo ruscello che scorreva dolcemente, il vento che giocava con le foglie e gli alberi, i fiori che sbocciavano.
Le pratiche e gli insegnamenti sono stati davvero molto intensi e profondi, con momenti di condivisione e ispirazione da parte di Swami Ji e molti insegnanti senior, così come la vibrazione del nuovo mantra comunitario ha riempito e colmato le nostre menti e i nostri cuori di amore e compassione veri e sinceri, creando in ciascuno di noi una dimensione di profondo silenzio.
Ancora una volta, la trasmissione della Tradizione himalayana si è manifestata in tutta la sua incredibile bellezza e profondità, trascendendo il tempo e lo spazio: non c’era bisogno di parole, né di insegnamenti. Dovevamo semplicemente “essere connessi e in armonia” e lasciare che le porte dentro di noi, in qualche modo, si aprissero naturalmente, permettendo all’energia del Guru di fluire e raggiungere quel luogo intimo e interiore – quella sensazione profonda che ci unisce in un’unica dimensione di espansione e connessione: una famiglia avvolta in un caldo scialle “giallo” chiamato Amore.
Con amore e gratitudine,
Ilaria
Seguono alcune riflessioni di partecipanti italiani al Sangha Gathering:
“Ogni volta che vado all’Ashram la sensazione è quella tornare a casa.
Mi piace l’atmosfera che si respira quando è tutto tranquillo con poca gente, ma anche i momenti in cui è molto affollato, come nel caso del AHMSIN Sangha Gathering 2026, dove si assapora la bellezza di far parte di una grande famiglia sparsa nei diversi paesi del mondo.
Quest’ultima volta mi sono goduta in modo particolare i fiori, e le cerimonie che mi porto dentro nel tornare alla quotidianità. Per tutto questo sono profondamente grata e ringrazio”. Chiara
“Tornata dall’India dopo due settimane all’Ashram mi sento nutrita e in pace, nutrita di colori e calore, nutrita di suoni e vibrazione, nutrita dei canti dei mantra, nutrita di sguardi e silenzi, nutrita di incontri stimolanti….
Vorrei ringraziare a chi ha lavorato dietro le quinte alla possibilità che tutto ciò potesse accadere in questo luogo così speciale e unico”. Ruth
“Quest’anno, dopo tanto tempo, sono tornata all’ashram con mia madre e mio figlio di quattro anni. Per me è stata un’esperienza molto diversa. In passato, venire qui significava poter praticare, praticare e praticare. È successo anche questa volta, ma in modo diverso. Ho apprezzato profondamente il senso di famiglia, il lento scorrere del tempo, il “non fare”: guardare mio figlio giocare con gli altri bambini, i fiori, le piante e gli animali, respirare, dormire e fare le stesse cose che faccio a casa, ma con uno stato d’animo diverso. Ho sentito in modo particolare il legame tra i partecipanti e tra loro e la Tradizione, come se fossimo tutti benedetti dal meraviglioso dono di uno scialle protettivo che ci avvolgeva. È stato un momento speciale, e ancora più speciale poterlo condividere con mio figlio. Gli ho chiesto se gli sembrasse strano, un modo di vivere diverso, ma lui non ha nemmeno capito la domanda. Per lui, tutto scorreva con gioia e semplicità. Era affascinato dalle scimmie e dagli animali in generale”. Elisa
“La consegna del nuovo Mantra nel corso del Sangha Gathering è stata particolarmente significativa per me: la cerimonia del fuoco con la ripetizione del mantra, la possibilità di partecipare attivamente al rito di purificazione del fuoco, la spiegazione del mantra con il bellissimo racconto letto da Rabindra, che mi ha commosso profondamente”. Lamberto
“Se prima di partire per questo viaggio mi avessero chiesto quali erano i motivi per i quali avevo deciso di intrpretenderlo, probabilmente non sarei stata in grado di spiegarlo. In realtà sentivo una grande spinta, una forte sensazione di richiamo che riusciva a far tacere tutte le mie paure, i miei dubbi, gli ostacoli e le controindicazioni. Una volta arrivata all’ Ashram, dopo qualche giorno di smarrimento – lo confesso, anche di dubbi e paure – questa sensazione di richiamo ha iniziato a cambiare forma, trasformandosi in osservazione e apertura. Poi è arrivato il giorno della mia iniziazione e questa sensazione ha lasciato il posto al calore, come se qualcuno fosse arrivato dietro le mie spalle e mi avesse avvolto in un caldo e confortevole abbraccio. E da lì, il sentimento di richiamo si è trasformato in un sentimento di affidamento. Ho compreso appieno e sperimentato il significato di questa bellissima parola che all’Ashram ho sentito spesso, “Trust”. All’improvviso mi è apparso chiaro il principio di Ishvara Pranidhana. L’affidamento, non come sentimento di resa o abbandono, ma piuttosto come accettazione, riconoscendo che non tutto dipende da noi, imparando a sviluppare fiducia nel processo, lasciandoci andare all’ordine naturale delle cose, lasciando che tutto fluisca”. Erica




